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Due nuovi emendamenti per la mediazione civile e commerciale

Le modifiche per il rafforzamento della mediazione

Levita Nicola Maria

3/18/20261 min read

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Un rafforzamento deciso della mediazione civile è al centro dei due emendamenti presentati in sede di conversione del decreto-legge n. 19/2026, attualmente all’esame della Commissione Bilancio della Camera. Le proposte, tra loro largamente convergenti, delineano un intervento organico e temporaneo – della durata di cinque anni – per incidere in modo strutturale sull’efficienza della giustizia civile, in linea con gli obiettivi del PNRR.

Nel dettaglio, gli emendamenti introducono il nuovo articolo 17-bis, articolato su due direttrici principali. Da un lato, si prevede un significativo ampliamento della mediazione quale condizione di procedibilità: il filtro preventivo verrebbe esteso a tutte le controversie aventi ad oggetto diritti disponibili, superando l’attuale elenco limitato di materie. L’obiettivo è intercettare a monte una quota più ampia di contenzioso, incentivando soluzioni alternative prima dell’accesso al giudice.

Dall’altro lato, viene introdotto un meccanismo innovativo di mediazione endoprocessuale obbligatoria. In particolare, per le cause civili pendenti da oltre tre anni in primo grado, il giudice sarebbe tenuto a disporre il rinvio in mediazione. L’emendamento presentato dall’on. Ettore Rosato amplia ulteriormente questa previsione, includendo anche i procedimenti pendenti da oltre due anni in secondo grado. Si tratta di un automatismo volto a incidere direttamente sull’arretrato più risalente, favorendone una definizione più rapida.

Entrambi gli interventi sono accompagnati da una clausola temporale quinquennale e da un sistema di monitoraggio: dopo i primi tre anni, il Ministero della Giustizia sarà chiamato a valutare l’impatto delle misure attraverso specifici indicatori statistici.

La ratio complessiva è chiara: potenziare la mediazione non solo come strumento deflattivo, ma come leva strategica per recuperare efficienza in una fase critica. I dati più recenti, infatti, segnalano un rallentamento nel raggiungimento dei target PNRR, rendendo necessario un intervento più incisivo. In questa prospettiva, i due emendamenti rappresentano un tentativo concreto di riequilibrare il sistema, agendo sia sull’ingresso delle nuove cause sia sulla gestione del contenzioso pendente.